45 commenti su “Dopo referendum

  1. Questo vaffanculo mi piace. E mi piacerebbe diventasse un grido di battaglia!

    Sulla “salvaguardia” invece, consentimi di dissentire: mare, territorio e salute (ecc,ecc,ecc,ecc…) ce li siamo giocati noi, non partecipando. Perciò il vaffanculo, almeno io, me lo merito

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          • …mah! a me pare un falso problema…il mediterraneo è già una cloaca….e avremmo dovuto difenderlo coi denti molto, molto tempo fa…come del resto ..il resto

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          • il tuo ragionamento è proprio attinente al post che ho fatto ieri sera AMEN, ma sì, lasciamo andare tutto alla malora, tanto ormai……ma che esempio diamo ai nostri figli!

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          • Le mie figlie sono andati a votare (reminiscenze forse di una cattiva educazione), poiché ancora convinte che col pezzetto di carta nell’urna si fa qualcosa. Io, invece, da “disfattista” mi sono rifiutato di partecipare all’ennesima farsa di stato e a quel vago senso di “partecipazione” che s’illude venga “ascoltato”.
            Non è più tempo per ascoltare e parlare, per mediare, per continuare a girarsi altrove. Le urne sono morte, come la coscienza collettiva (anche se talora, per darsi un tono, miagola come un gattino credendo di ruggire)

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          • e quindi? Accettiamo tutto e Amen….come dicevo prima, NO grazie, finoa a quando potrò dire la mia e partecipare per cercare di fare qualcosa e contrastare questo gruppo di sanguisughe che abbiamo al governo io ci proverò! Se non si fa niente poi non si può avere nemmno il diritto di contestare o lamentarsi!

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          • Se non si fa niente: è questo il punto.

            Credi ancora che col pezzetto di carta, con le urne truccate, si potrà combattere un cancro metastatizzato?

            Non pensi che bisognerebbe scendere in campo con la chemio? Ma quando? E soprattutto con chi ?

            Forse sono troppo pessimista e ti chiedo scusa se sono stato veemente (da rasentare la maleducazione, se non sconfinare in essa) ma è che proprio non ce la faccio più a confrontarmi con un sistema, (e una società) falsi quanto marci, un mondo alla rovescia, immarcescibile nel suo marciume corruttivo.

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          • se si cade nella violenza poi si passa automaticamente dalla parte del torto, a meno che la partecipazione non fosse unanima…..il che lo vedo proprio impossibile. I mezzi ci sono se si vuole, prima o poi si dovrà andare a votare….ecco lì è il momento di dare un segnale, presentarsi e dire IO ESPRIMO IL MI DIRITTO AL NON VOTO PERCHE’ NON MI SENTO RAPPRESENTATO DA NESSUNO! Se lo facessimo tutti sarebbe una rivolta popolare, li batteremmo con i loro mezzi…..ma fino a quando c’è gente che continua a fare quello che dicono i partiti……

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          • … non c’è solo la violenza, ci sarebbe anche la protesta pacifica ma ferma e costante
            ma l’unanimità in una società quanto meno corriva ..è là il vero scoglio

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          • Scusa sai…..ma ti pare che la protesta pacifica servirebbe a qualcosa? Ma sai quanto se ne fregano….il Signor “Ciaone” per primo!

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          • E sì ma erano altri tempi….ed era diversa anche la gente…..comunque, per quanto schifo ci sia, non bisogna mai arrendersi ne tantomeno rassegnarsi, altrimenti sì ha già perso!

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  2. Ciao Silva. Io ormai ho smesso di indignarmi ma non certo di adagiarmi. Ho votato e andrò sempre, per quanto mi riguarda non calpesterò mai questo diritto conquistato a lacrime e sangue nel passato. Tu sai quanti post abbia scritto al riguardo.
    Una precisazione sul tuo sfogo: purtroppo c’è chi ha usato questo referendum in senso politico per votare contro qualcuno anziché per qualcosa come dovrebbe essere lo spirito di ogni espressione di voto. Questo indipendentemente dal governo di turno. I nostri referendum sono abrogativi ma comunque espressione in positivo di una volontà popolare che non c’è stata. Ormai si delega tutto, poi, e concordo con te, però non lamentiamoci.
    Primula

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  3. Purtroppo la politica c’entra. Ma non tanto la politica dei politici di turno, che sono solo dei portavoce poco fedeli- in tutti i sensi-, non si sa bene di chi. C’entra la politica, nel senso che su una cosa come il petrolio ed il gas, le scelte prescindono e prescinderanno sempre dal parere delle masse, e sono invece scelte- politiche- di coloro che davvero comandano, non dei fantocci. Ciao Silvia 🙂
    -Io vedo l’astensionismo non come un “male locale” che riguardi cioè questo o quel referendum, ma come un “male più generale”: il disinteresse della gente alle problematiche.

    Marghian

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  4. Oila’, perdente con onore come va? Dai che ce l’abbiamo messa tutta…e comunque da me uno si è un po’ alterato…oh mica è facile sai, far tutti felici e contenti! Qui vedo che tira un’aria più schietta: un vaffanculo, come un grido di battaglia, è niente male!!! Notteeee, Giusy

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    • Se si parla civilmente, come è stato fatto qui dicendo il proprio punto di vista anche se non si è d’accordo, ok il dibattito è sempre ben accetto…..se si viene per alterarsi e pretendere di aver ragione ed arrivare ad essere offensivi è il caso che non si fermino nemmeno qui te lo garantisco!
      Serena notte a te 🙂

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  5. Da quando mi hanno consegnato la tessera elettorale (2001) ho controllato adesso i timbri, sono 14. Non credo di aver mai fatto “forca”, come si diceva a proposito della scuola, quando si evitava di andarci. Prima del 2001 il certificato elettorale lo portava a mano un messo comunale. Ci consegnava quel foglio che rappresntava il potere del cittadino. Se non si esercita quel potere e poi si ha anche il coraggio di lamentarsi, vuole dire che non abbiamo ben compreso certe cose. Si parla di diritti e doveri. Troppo di diritti e poco di doveri. Poi c’è l’uso e l’abuso. Posso essere d’accordo che certe volte i cittadini non dovrebbero essere disturbati per esprimere il loro parere su referendum “scontati”. Il problema è che nella nostra società moderna si danno troppe cose per scontate, e poi si scopre la realtà che è ben diversa. La mia idea in merito la espressi tempo nel blog e detti anche una soluzione, mi ripeterei inutilmente.

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  6. Vado a votare sempre, perchè è un diritto-dovere, perchè mi piace dire la mia quando mi interpellano e per rispetto di coloro che sono morti per darci questa possibilità. Credo però che i modi per cambiare le cose siano altri… l’ho scritto sul mio blog e lo riscriverò stasera… si vota più col carrello della spesa che con la scheda elettorale!

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