24 commenti su “Giornata mondiale per la consapevolezza dell’autismo

  1. Conosco un ragazzo autistico, ma che ha delle qualità che in molti si sognerebbero di avere. Se tutti fossimo come lui… Nel mondo non ci sarebbe più guerra, né odio, né invidia, né gelosie…

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  2. Conosco molto bene una persona autistica. Daniele, mio nipote. Figlio di mia cugina di primo grado, Daniele ha circa 30 anni, vive con i suoi ed ha i tipici problemi dell’autistico. Ma non gli manca il “come stai”, per farmi riconoscere e salutare non devo fare alcuna fatica, idem con gli altri parenti- e non-. Se gli chiedo “quando sara’ Pasqua del 2030, lui mi dice subito per esempio “dieci aprile”, “31 marzo” o quello che e’, e ci azzecca. “Zio quando..quando fai gli anni?”. Il 24 gennaio”. “Gio…giovedi’, allora”. “Sono nato nel 1953, il 24 dio gennaio”. “Sa..sabato allora”. Allora avevo una sveglia ccon il calendario perpetuo, provai a vedere e..sono nato proprio di sabato”. Come fa? Al calcolo della Pasqua ci hanno lavorato scienziati del calibro di Gauss, uno dei piu’ grandi matematici famoso per le sue “coordinate di Gauss”, ed altri. Ricorda numeri di telefono dei famigliari ormai cambiati, e altro ancora. Lui cosi’, “se..sedici a…prile”. Non aggiungo altro- e ce ne sarebbe…-,ciao.

    Marghian

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      • Esiste una categoria di cui si parla poco, i timidi. Allora, precisiamo. Esistono tanti tipi di timidezza. Una e’ quella di chi, con l’ esperienza, ne esce fuori o quasi. E tutto il mondo pensa a questo tipo di timidezza, Banalizzando il problema, non pensando che esiste l’ altro tipo, ben più’ forte, che ” rovina la vita” e che non si può’ banalizzare cin un ” suvvia datti da fare”.
        La timidezza a certi livelli e’ quasi, dico quasi, a livello di lieve autismo. Cosa lascia il timido ” da solo”? Spesso e’ proprio la banalizzazione. Ti ( vi) racconto questo. Io ed un mio amico si passeggiava in piazza. Passa vicino a noi un ragazzo con dei problemi e l’ amico su rivolge a me: ” Marghian”, quel ragazzi e’ scemo o e’ solo un ragazzo timido?”. Io l’ ho guardato, ho riso un po’ e gli ho detto* Marci ma tu..con fondi le sue cose?”.
        Il problema c’ e’, eccome. Ciao 🙂
        Marghian

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          • Certo che si capiva lo stesso, hai ragione anche la timidezza quando non si risolve con gli anni ed è ad un livello molto alto può diventare davvero un problema. E’ anche quello un disturbo di relazione con gli altri e di conseguenza, come hai detto, può anche rovinare la vita.

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    • “Lui cosi’, “se..sedici a…prile” e’ riferito al calcolo- immediato- che fa Daniele della Pasqua, la frase doveva essere dopo “..famoso per le sue “coordinate di Gauss”, ed altri”. Me la sono trascinata scrivendoci “in mezzo”. E come spesso mi accade, accorgendomi dopo 🙂

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      • Spero di scrivere giusto, tra l’ altro il cell non mi fa vedere un rettangolo ma una strisciette con le lettere allineate dall’ alto in basso 🙂
        Più’ che sulla banalizzazione l’ esempio che ho fatto sul mio amico Marco ( non marci…) e’ sulla travisazione della timidezza. “L’ intelligenza che non si vede” o addirittura il cuore che non si vede. Come disse mio fratello per suo cognato, timidissimo. *Aldo mi sembrava un tipaccio all’ inizio, non parlava.. ma poi piverino l’ ho conosciuto..”.

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  3. Anche uno mio fratello ha un figlio autistico, io dico sempre lui e il prescelto, possiede cose che noi non abbiamo.. a volte mi domando siamo forse non normale (se si po’ dire) ???

    Peccato che ormai abbiamo bisogno per ogni cosa un giornata mondiale, peccato che noi non possiamo vederci come siamo.. peccato che non capiamo le cose fondamentale..

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    • E’ vero Rebecca, purtroppo quando c’è qualcosa o qualcuno che esce dagli schemi che la società ha prefissato suscita diffidenza e anche timore alle volte, bisognerebbe sempre cercare di capire e di conoscere invece!

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      • quando io avevo 6 anni, siamo andati con la tram ma erano anche gli autobus a filo via (spero che mi spiego bene) i tram erano ancora vecchi se era li uno in sedia a rotelle, la gente aiutava a metterlo dentro nel tram. I autobus invece erano senza gradini, e quando era uno i sedia a rotella o una donna con la carrozzina l’autobus si abbassava per avere il livello con il marciapiede .. devo aggiungere da noi in Austria i autobus si fermano sempre affiancato al marciapiede e aspettano finché la gente sia seduto o aggrappato ai ganci disponibile..

        oggi ovviamente anche i tram hanno le pedane elettrici cosi anche li la gente sia con carrozzine o sedia a rotelle possano entrare e uscire senza problemi..

        Anche mi ricordo i disabili (non mentali) erano sulle stesse scuole come noi tutti.. nella mia 2 classe elementare erano due con la sedia a rotelle e uno con le stampelle a causa della polio se mi ricordo bene… era tutto normalissimo … ah mi veni in mente era anche un bambino di colore era da una famiglia diplomatica, ma sai era nero nero era proprio un africano puro… era uno di noi 😉

        Non so perché ci facciamo problemi

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  4. Ciao , scriverò’ una balla ma e’ cosi’. Se tu hai una malattia fisica, okay, tanti problemi ma….se hai una malattia mentale, “a scemo!” “hahaha..”, e vai di questo passo. Dovesse succedermi qualcosa, preferirei un male fisico, ma di gran lunga. Immaginate se al lavoro uno ha un infarto, viene soccorso, si fa un mese di malattia e quando rientra: “oh, bentornato,come sta’?”. “Tutto bene si’?”. Diverso e’ invece se hai una crisi di nervi, e cose del genere. Dopo la convalescenza… “attenti , che’ sta arrivando….” e’ mezzo scemo quello…”, Ormai sei marchiato. Come e’ accaduto ad esempio ad un mio amico operaio comunale. Meglio l’infarto…
    E’ la società’ che deve cambiare, oltre al dovere di cercare di migliorare le condizioni di salute dei malati. Ciao.. 🙂

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  5. Hai fatto la storia della più tenera. Non ho mai avuto l’opportunità di trattare un bambino come questo, ma ammiro le persone che capiscono la malattia e cercare di portare un messaggio di consolazione ai parenti. Buon per te e il tuo grande cuore.

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