20 commenti su “Tra pensieri e parole

  1. Ciao Silvia. La parola e’ la traduzione fonetica dei pensieri. Non siamo telepatici, per cui parlando, comunichiamo i nostri pensieri, questo e’ lapalissiano. “Parola” deriva dal latino “parabula”, da cui deriva anche il termine “parabola”, piu’ vicino all’originale. La “parabola” e’ appunto un giro di paole, e anche la singola parola si chiama cosi’. Con le parole, e le parabole (ne facciamo troppe raga’), si esprimono i pensieri. O almeno si dovrebbero esprimere i pensieri. e io penso una cosa e ne dico un’altra, allora la fonetica non rispecchia quello che penso, e che sono. Non sono sincero. Nemmeno la troppa sincerità va bene, “io te lo dico in faccia” non sempre va bene. Schietti si’, ma con moderazione. Non si deve parlare troppo, ne’ troppo poco. Ci va il giusto, la giusta “alternanza” fra il dire e il tacere. E soprattutto, la coerenza fra dire e tacere. Altra cosa, mentre si tace si ascolta, si ascolta l’altro che ci parla, o se’ stessi- per poi emettere dalla bocca le sillabe giuste. E le giuste parole. Okay, ho parlato troppo 🙂 Ah, raga’, vale anche per lo scrivere- chiaro… .anzi peggio, “scripta manent, verba volant 🙂 Ciao.

    Marghian

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  2. “e io penso una cosa e ne dico un’altra,e io penso una cosa e ne dico un’altra, allora la fonetica non rispecchia quello che penso..” “SE.. io penso una cosa e ne dico un’altra, allora…”, oh caspita 🙂

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