26 commenti su “DOLCE NOTTE

  1. La mamma della canzone e’ questa. Il titolo e’ peso da questa canzone del 1964.

    L’eercito del surf, cantata da Katherien Spaak -che figge…- 🙂

    Divertente comunque la canzone “figlia” 🙂 Fragola che sembra Ermal Metal e la carinissima e bravissima Arisa. Ciao Silvia, dolce notte 🙂

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    • E, per non riempire il tuo post di video, lascio cosi’ -che lo possino… -. L’esercito del surf la cantava sempre mia sorella, da ragazza (7 anni piu’ di me), mentre puliva casa, io a 11 anni me la dovevo sorbine.Gran persona Maria, ma a cantare proprio…. cattovello… 🙂 – il bello che aveva e ha una voce chiarissima, pero’.. ciao Silvia ciao 🙂

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        • Ciao Sivia. Sto scrivendo dal pc dell’ufficio. Lo sto facendo, come diciamo noi, “a fura ‘e fraitzìna”, ossia “furtivamente come una volpe” (fraìtza) 🙂 – ho ridotto a icona il file “access” dove sto immettendo dei dati per l’ufficio e ho aperto WP, ogni tanto lo faccio. Capisco il tuo stupore se leggi, a quasi le 22, o comunque sul tardi, “devo cenare”, “mi trasferisco in cucina” et cetera. Ceno un po’ tardi, e’ vero. Ma cio’ e’ legato prima di tutto ad una abitudine diffusa di noi sardi di mangiare un po’ tardi. In famiglia non si mangiava mai prima delle 21. Da solo poi non esiste il “tutti a tavola”. Ricordo quando da giovane, leggendo o studiando musica, mia madre o mia sorella “aio’, a prandi” – “aio’ a cenai ca si scìdrada”, “su’, a pranzo”, “dai, a cena che’ si sfredda”.
          Oa succede che, come rientro la sera, verso le 20,30, spesso non mi metto a fare la cena perche’, se cosi’ faccio- e quando lo faccio-, dopo cenato si son fatte le 23. E chi ha voglia poi di leggere, suonare o scrivere? 🙂 Ecco che, se voglio fare qualcosa, lo faccio prima di cena. E si fanno almeno le 21,15 per esempio. Se non faccio cosi’, la mia vita e’ davvero e non per modo di dire, lavoro commissioni far da mangaiare e i piatti. Se voglio fare (per esempio) mezz’ora di blog, o di musica, devo fare cosi’. Altro “fattore”. Quando non ho il rientro, pranzo alle 15 perche’ quasi a quell’ora arrivo. Alla sera percio’, vien difficile cenare alle 19, o alle 20. Anzi che ora non faccio i turni! Li ho fatto per nove anni, mangiavo in orari scombinati: alle 11,30 (per fare il servizio pomeriggio), alle 16 (dopo il servizio mattina), e la sede allora era piu’ distante da casa. Ma anche adesso ho tempi stretti. “Ma ti devi organizzare”. Ecco, dirmi cosi’ e’ letteralmente non essere creduti. Che palle vivere da soli (oooohh, scusa, ma quando ce vol, ce vol dicono a MIlano. Talvolta dico di peggio… 😆 ).
          Ciao Silvia ciao, buona giornata 🙂

          Marghian

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        • Anche io Silvia,finalmente sono a casa. Mi sono trattenuto ad Oristano (dove e’ anche la sede di lavoro, gli archivi di stato stanno nei capoluoghi di provincia, non so se in tutti…), a 25 chilometri dal mio paese. Ho smontato alle 18, ma mi sono trattenuto in “città” per della spesa, in un centro commerciale dove prendono i buoni – pasto. Ho scritto due commenti- tre con questo 🙂 – e fra poco stacco. Questa sera voglio cenare presto (a proposito.. 🙂 ). Ciao 🙂

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