14 commenti su “NAUFRAGIO

  1. Ciao Silvia. Noi siamo, rispetto al mare della vita, molto ma molto piu’ fragili della barchetta di carta. Pascal descrisse l’uomo fragile come una canna. Aggiungendo pero’ che l’uomo e’ una canna che pensa. E quindi noi, navigando e naufragando come una barchetta di carta, pensiamo e sognamo (i sogni sono i remi, e la vela.) , rendendoci conto del nostro viaggio, della nostra debolezza e dei nostri naufragi. “Rendendoci conto”, e’ questo il senso che da’ senso: rendercene conto, anche della nostra fragilita’. E fare di qeusta un pinto di forza. E continuare a navigare, nel tempestoso mare della vita. Ciao.. 🙂

    Marghian

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