27 commenti su “ABITARE IL SILENZIO

  1. Buongiorno a tutti, da due anni a questa parte ho sfuggenti cioè rumori nelle orecchie bilateralmente a causa della sindrome di maniere il silenzio per me nn esiste, è pura utopia.
    Malgrado il mondo attorno è silenzioso. Buona giornata a tutti😁

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  2. Ciao. Io penso che silenzio, suono, voce, attivita’, lavoro, solitudine e compagnia, buio e luce ed altro debbano esistere in condizione di equilibrio, nel mondo e nei rapporti umani. Intendo che una cosa non e’ un “male” in se’ ma lo e’ soltanto se supera le proporzioni giuste. Quali? Quelle nel rispetto del momento, quelle “del contesto giusto”, ridere e scherzare quando si deve, far silenzio o godere del silenzio quando si deve eccetera, Prendiamo le cose, nella vita, fra le piu’ brutte in assoluto: il buio, la solitudine, il pianto. Ma quanto bello, il buio, quando dopo un intenso lavoro ci si mette a letto, si spegne l’batjour ad altra luce, e si chiudono gli occhi? Ma per chi non vede, si entra nel troppo che storpia. Oppure, la solitudine, quanto bella se devi riflettere, riposare, pregare-se si e’ religiosi-, leggere eccetera. Ma e’ terribile se non la scegli, se non ti stacchi da essa, se non e’ un “ricaricarsi” le pile e smettere di stare soli quando si vuole. Il pianto. Quanto bello, anche il pianto, quando esprimi e sfogni il tuo sentimento, ti raddolcisci il cuore, sei partecipe del dolore degli altri, e ci dai sollievo. Mentre “chi tui prangis scètti”- se piangi soltanto, a diluvio, gia’ non va bene… .
    E cosi’, e’ per il silenzio, che serve e va vissuto, e va saputo vivere, e’ costruttivo e rispettoso (e torniamo al contesto, “aui devo far silenzio”. E la pacatezza, nel parlare, saper ascoltare.
    E’ bella anche l’efficienza, ma anche quella si deve dosare. E non vuol dire, “efficienza”, frenesia e fretta da trascianre e coinvolcere anche gli altri (“aio, movidi’, itte ses fendi in gui”- su’, muoviti, che fai li’!”. Mi viene in mente un detto latino, un ossimoro: “festina lente”, “sbrigati lentamente”. Mia madre una sera, stavo partendo in macchina, e mi disse “aguetta ma bai abellu eh?”- sbrigati ma vai piano eh?”. E lei stessa, subito dopo rise e disse: “e comenti iad essi?”- “e come sarebbe?” (ho detto una fesseria). “I romanus narant’ icci scisi!”- i romani dicavano cosi’, sai?”- “le dissi io”.

    I rapporti umani, senpre e comunque, sono quelli che vanno coltivati al meglio, e il dialogo. Aldila’ dei suoni, e dei silenzi. Ciao ciao 🙂

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